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CronacaSud Sardegna

Iglesias, truffe agli anziani con la tecnica del finto carabiniere: restituiti i gioielli alle vittime

Sono tornati oggi nelle mani delle legittime proprietarie i gioielli sottratti a metà ottobre nell’Iglesiente con la truffa del “finto appartenente alle Forze dell’Ordine”. I preziosi, recuperati dai Carabinieri della Compagnia di Iglesias, sono stati riconsegnati alle donne anziane vittime dei raggiri.

Per quei colpi, il 14 ottobre scorso, i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile, insieme alle Stazioni di Domusnovas e Gonnesa, avevano arrestato due giovani ritenuti responsabili di truffa aggravata, furto in abitazione in concorso, ricettazione e resistenza a pubblico ufficiale.

L’indagine era partita da alcuni recenti raggiri messi a segno in zona con la tecnica del “finto appartenente alle Forze dell’Ordine”. Grazie ai controlli sul territorio, i Carabinieri erano riusciti a individuare l’auto usata dai sospettati e a intercettarla nella frazione di Nebida.

I due erano stati bloccati mentre cercavano di allontanarsi, subito dopo aver sottratto con destrezza diversi gioielli dall’abitazione di una donna del posto. Durante il fermo uno dei due aveva opposto una violenta resistenza, cercando di divincolarsi prima di essere immobilizzato.

I Carabinieri della Compagnia di Iglesias restituiscono i preziosi recuperati a una delle vittime
Foto: Carabinieri

La perquisizione personale e quella nella struttura ricettiva in cui alloggiavano avevano permesso di recuperare un ingente quantitativo di preziosi e monili d’oro. Dagli accertamenti è emerso che parte della refurtiva era legata ad altri due raggiri commessi nei giorni precedenti ai danni di altrettante donne anziane. Il bottino era stato sequestrato in attesa della restituzione, avvenuta oggi.

I consigli dei Carabinieri per difendersi

  • Nessun appartenente alle Forze dell’Ordine chiede denaro o gioielli: Carabinieri, Polizia e le altre forze di polizia non chiedono mai soldi, cauzioni o preziosi a domicilio per risolvere presunti “incidenti” o “guai giudiziari” di un familiare.
  • Diffidare delle telefonate di emergenza: i truffatori inventano spesso falsi incidenti stradali o arresti che coinvolgerebbero figli o nipoti, chiedendo risarcimenti immediati. In questi casi meglio riagganciare subito.
  • Non aprire la porta agli sconosciuti: nessun dipendente di enti pubblici, banche o società di forniture (luce, gas, acqua) è autorizzato a riscuotere pagamenti in contanti a domicilio.
  • Verificare sempre: in caso di dubbi non usare i numeri forniti dalla persona al telefono, chiudere la conversazione e chiamare subito il 112 o un familiare di fiducia.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari: vale per gli indagati la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

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Redazione STUDIO96 INFORMAZIONE

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