
Per la prima volta il Comune di Cagliari ha partecipato all’incontro annuale di RE.A.DY, la Rete nazionale delle pubbliche amministrazioni impegnate contro le discriminazioni legate all’orientamento sessuale e all’identità di genere. A rappresentare la città, nei giorni scorsi a Torino, c’era l’assessora alle Pari opportunità Giulia Andreozzi.
Per due giorni amministratrici e amministratori di tutta Italia si sono confrontati su diritti, inclusione e contrasto alle discriminazioni. «Partecipare all’incontro – spiega Andreozzi – ci ha dato l’opportunità di confrontarci con numerose altre realtà locali impegnate su fronti comuni». Secondo l’assessora, appuntamenti come questo servono a definire politiche di pari opportunità più efficaci e a far conoscere anche fuori dalla Sardegna «l’importante lavoro che, da anni, le associazioni attive a Cagliari portano avanti con il sostegno dell’Amministrazione comunale».
La presenza a Torino arriva poche settimane dopo l’ingresso ufficiale del Comune nella Rete e la firma della Carta di intenti che ne fissa principi, obiettivi e impegni. «La nostra recente adesione – sottolinea Andreozzi – è una scelta coerente con le azioni che l’Amministrazione aveva già avviato per la promozione dei diritti, dell’inclusione e del contrasto di ogni forma di discriminazione».
I membri di RE.A.DY si riuniscono almeno una volta l’anno, a rotazione in una delle città aderenti. Durante l’incontro si presentano i risultati del lavoro svolto, si condividono esperienze, si fissano le linee guida per l’anno successivo e si sceglie l’azione comune per la Giornata internazionale contro l’omolesbobitransfobia del 17 maggio: nel 2027 sarà l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole, accompagnata da eventi pubblici per i cittadini. A Torino è intervenuto anche il coordinatore della rete, Jacopo Rosatelli, con una sessione dedicata all’Europride 2027 e un’analisi sul rapporto tra intelligenza artificiale e inclusione.
«L’incontro di Torino – conclude l’assessora – ha offerto alle amministrazioni locali uno spazio di riflessione, scambio e dialogo per promuovere le pari opportunità, una cultura del rispetto e la valorizzazione delle diversità. Principi che gli enti pubblici sono chiamati per primi a tutelare».
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