
«Le aree interne non sono il problema della Sardegna. Sono una parte del territorio senza la quale l’intera Isola sarebbe più povera economicamente, socialmente e culturalmente». È il messaggio lanciato da Pier Luigi Ledda, segretario generale della Cisl Sardegna, a conclusione dell’assemblea territoriale che si è svolta lunedì 26 ottobre a Nuoro, dedicata al Libro Verde del sindacato e inserita nel percorso regionale “Tornare a costruire il futuro”. Per Ledda le zone interne «non chiedono compassione: chiedono condizioni per competere, servizi, collegamenti, lavoro, competenze e opportunità».
Imprese in crescita, ma mancano i profili
Il quadro tracciato per il Nuorese ha due facce. Nel primo trimestre del 2026 la natalità delle imprese in provincia è cresciuta del 10,7%, ma il 48,8% delle assunzioni programmate risulta di difficile reperimento: quasi una su due rischia di saltare per mancanza di figure adeguate. «Non basta creare occasioni di lavoro: dobbiamo costruire percorsi che mettano in relazione formazione, sistema produttivo e fabbisogni reali», ha sottolineato Maria Luisa Ariu, segretaria generale della Cisl Nuoro.
Lavoro e spopolamento vanno di pari passo. «I giovani devono poter scegliere dove costruire il proprio futuro, senza essere costretti a partire per mancanza di alternative», ha aggiunto Ariu, indicando come necessari anche infrastrutture, servizi e sanità.
L’“Isola delle Competenze” e l’Einstein Telescope
Da Nuoro la Cisl rilancia la proposta di una Sardegna “Isola delle Competenze”, presentata proprio nel capoluogo barbaricino lo scorso 22 maggio: una rete tra scuola, formazione professionale, università, ricerca e imprese per preparare oggi le professionalità di domani. «Il luogo nel quale una persona nasce e vive non può decidere quali diritti, servizi e opportunità avrà», ha detto Ledda.
Un banco di prova sarà l’Einstein Telescope a Sos Enattos, nel territorio di Lula. «È una straordinaria occasione, ma dobbiamo prepararci oggi. Se le professionalità necessarie saremo costretti a cercarle tutte fuori dalla Sardegna, avremo perso una parte importante dell’opportunità».
Stipendi sotto la media nazionale
Il confronto ha ripreso anche il rapporto “Sardegna, il valore del lavoro” del Centro Studi “Giannetto Lay” della Cisl Sardegna. Nel 2023 la retribuzione media annua dei dipendenti privati in Sardegna era di 17.642 euro, contro i 23.630 della media italiana; tra il 2008 e il 2023 le retribuzioni reali hanno perso il 15,2%. In provincia di Nuoro la media si è fermata a 14.676 euro. «Serve lavoro migliore: più stabile, più sicuro, meglio retribuito», ha detto Ledda. Il sindacato propone un Osservatorio regionale sulla contrattazione, sulla produttività e sulla partecipazione, e un tavolo per far crescere la contrattazione aziendale, territoriale e di filiera.
Verso l’appuntamento dell’11 novembre
Il percorso territoriale guarda ora all’appuntamento regionale dell’11 novembre. La Cisl chiede anche per la Sardegna un nuovo Patto sociale: insieme a Cgil e Uil ha già chiesto alla presidente della Regione di aprire un confronto su sviluppo, lavoro e competenze. «Il nostro compito è governare il cambiamento e non subirlo», hanno concluso i due segretari.
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