
Quale futuro per la letteratura in lingua sarda? Come favorire la nascita di nuovi autori e riportare la limba nelle librerie e nei circuiti culturali? Sono alcuni degli interrogativi al centro della terza edizione dell’Officina delle Lingue Minoritarie, in corso a Quartu Sant’Elena, negli spazi dell’Ex Convento dei Cappuccini di via Brigata Sassari.
La manifestazione, inserita nel Festival ViaConvento, prosegue venerdì 6 e sabato 7 novembre con due appuntamenti dedicati alla produzione letteraria e alle prospettive della politica linguistica sarda.
Venerdì, a partire dalle 17 nella Sala dell’Affresco, sarà protagonista la storia dell’Isola attraverso la presentazione di due pubblicazioni.

Il primo incontro riguarderà la graphic novel dedicata ad Amsicora, figura della resistenza sarda all’espansione romana, realizzata da Massimiliano Pala con la versione in sardo di Angelo Canu. A coordinare sarà il giornalista Giovanni Runchina.
Seguirà la presentazione della biografia letteraria Padre Cubeddu in sa terra de sa poesia, di Luca Maurizio Atzori e Graziano Fois, con la partecipazione del filologo ed editor Giancarlo Porcu.

Sabato 7 novembre, dalle 10, sempre all’Ex Convento dei Cappuccini, prenderà il via Su Cantieri de sa limba sarda, coordinato da Lucia Cossu. L’iniziativa coinvolgerà studiosi, scrittori, artisti e appassionati, invitati a condividere esperienze e proposte per rafforzare la presenza della lingua sarda nella società contemporanea.

Ogni partecipante contribuirà attraverso una parola chiave, destinata a confluire in una mappa collettiva di idee e priorità.
Sul fondo rimane la questione della produzione editoriale. Secondo i dati richiamati dagli organizzatori, soltanto il 4% dei libri pubblicati in Sardegna è in lingua sarda, mentre la narrativa originale continua a incontrare difficoltà nel raggiungere un pubblico ampio.

L’Officina propone di affrontare questa situazione favorendo una letteratura capace di confrontarsi con i temi del presente, superando i confini delle iniziative riservate agli specialisti e valorizzando il sardo come lingua della creazione contemporanea.
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