
La lingua della famiglia, dei ricordi e degli affetti diventa strumento di espressione letteraria nel nuovo libro di Giancarlo Secci, Boxis de domu, pubblicato da Isolapalma nel 2026. Il volume sarà presentato sabato 21 novembre alle 18, nella sala conferenze della Fondazione di Sardegna, in via San Salvatore da Horta 2, a Cagliari.
Il titolo, traducibile come Voci di casa, introduce una raccolta che riunisce poesie, racconti, favole e haiku scritti in sardo campidanese, nella variante campidanese-sarcidanese-nurrese che accompagna l’autore fin dall’infanzia.
Una scelta linguistica precisa: il sardo è la lingua originale della scrittura, mentre le versioni italiane delle poesie e degli haiku costituiscono un percorso parallelo, senza cercare una corrispondenza letterale tra i due testi.

L’opera è suddivisa in tre sezioni. Arrogalla raccoglie le poesie, Scorrius comprende racconti e favole, tra cui una storia ambientata a Molentargius, mentre Astulas propone 102 haiku in sardo e italiano.
A collegare molti dei testi è l’immagine della finestra di casa, dalla quale lo sguardo si apre sul paesaggio, sulle esperienze quotidiane e sulle vicende del mondo contemporaneo. Memoria personale e attenzione alle questioni sociali si incontrano in una scrittura che affronta anche i temi delle migrazioni, dell’infanzia e delle ingiustizie.
Nato a Nurri nel 1943 e residente a Quartu Sant’Elena, Giancarlo Secci ha dedicato parte del proprio percorso culturale alla letteratura in lingua sarda, ottenendo riconoscimenti in diversi concorsi, tra cui il Premio Ozieri.
Alla presentazione dialogheranno con l’autore Duilio Caocci e Franciscu Sedda, che firma anche la presentazione del volume. L’incontro sarà moderato da Paolo Lusci, con letture affidate a Giuseppe Boy.
L’iniziativa è realizzata con il sostegno della Fondazione di Sardegna.

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