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Industria in Sardegna, la CISL da Arbatax: «Servono strategia, investimenti e buon lavoro»

La Sardegna ha competenze e potenzialità per costruire un’industria moderna e competitiva, ma senza una strategia di lungo periodo e investimenti mirati rischia di non trasformarle in sviluppo e lavoro di qualità. È il messaggio lanciato oggi pomeriggio ad Arbatax dalla CISL Sardegna e dalla CISL Ogliastra, nell’assemblea territoriale ospitata nello stabilimento Saipem, nell’ambito del percorso di confronto sul Libro Verde.

All’incontro, con lavoratrici, lavoratori, rappresentanze sindacali e categorie, si è parlato del futuro dell’industria sarda, del rapporto tra energia e sviluppo e della qualità del lavoro.

«Non possiamo continuare a intervenire soltanto quando le crisi industriali sono già esplose», ha detto il segretario generale della CISL Sardegna, Pier Luigi Ledda. «Dobbiamo decidere quale industria vogliamo costruire nei prossimi dieci anni, quali filiere rafforzare e quali nuovi investimenti attrarre».

Da qui la proposta di un Libro Bianco della politica industriale sarda, da costruire insieme a Regione, parti sociali, imprese, università e mondo della ricerca, con priorità, risorse, tempi e obiettivi verificabili. Per Ledda, inoltre, l’Isola «non può diventare soltanto il luogo in cui si produce energia destinata altrove»: intorno all’energia devono crescere attività produttive, tecnologie, ricerca, manutenzione e nuove professionalità. E non basta creare occupazione: serve lavoro «stabile, sicuro, qualificato e meglio retribuito».

Il segretario generale della CISL Ogliastra, Michele Muggianu, ha ricordato il risultato ottenuto ad Arbatax con l’applicazione del contratto nazionale Energia e Petrolio nello stabilimento: «Nessun diritto arriva per concessione: questo risultato è il frutto della coerenza, della determinazione e del lavoro della CISL e della FEMCA». Sulla stessa linea Luca Velluto, segretario generale della FEMCA CISL Sardegna, che ha definito il passaggio al nuovo contratto «fondamentale» e ha confermato il sostegno del sindacato al lavoro della RSU.

Muggianu ha insistito anche sulle trasformazioni in arrivo: transizione energetica e digitale, automazione e intelligenza artificiale richiedono formazione continua e un coinvolgimento reale dei lavoratori nelle scelte aziendali. Per la CISL, inoltre, lo sviluppo produttivo deve andare di pari passo con il rafforzamento di servizi, trasporti e infrastrutture, soprattutto nei territori più penalizzati da distanze e insularità.

«Il futuro industriale dell’Isola non si costruisce con interventi isolati o documenti destinati a rimanere sulla carta», concludono i due segretari. «La sfida è passare dall’ascolto alle scelte».

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Redazione STUDIO96 INFORMAZIONE

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