Cagliari ricorda Bentzon, il danese che salvò la memoria delle launeddas: sabato giornata di studi, mostra e ballo sardo
Cagliari ricorda Andreas Fridolin Weis Bentzon, l’antropologo ed etnomusicologo danese che ha dedicato la sua vita alla Sardegna e alle launeddas. Sabato 17 ottobre, a novant’anni dalla sua nascita, la Casa del Quartiere di Is Mirrionis (via Nebida 36) ospita una giornata intera di studi, dalle 9 fino a sera, con una mostra fotografica e, per chiudere, musica e balli tradizionali. L’ingresso è libero, e chi non può esserci potrà seguire il convegno in diretta streaming dalle 9 sulla pagina Facebook di Iscandula, l’associazione culturale diretta da Dante Olianas che organizza l’evento.
Il ragazzo danese che trovò in Sardegna “lo scopo della sua vita”
Bentzon, nato a Gentofte, vicino a Copenaghen, nel 1936, arrivò in Sardegna per la prima volta nel 1952, a soli sedici anni: girò l’isola a piedi, da solo e con pochi soldi, lavorando anche come garzone in un circo. Tornato a casa, disse alla famiglia di aver trovato «lo scopo della mia vita». Diventato antropologo, tra il 1957 e il 1958 tornò sull’isola in sella a una moto Nimbus con side-car e per otto mesi documentò con registrazioni, filmati e fotografie i più grandi suonatori di launeddas del tempo. Da quel lavoro nacque il primo studio sistematico sullo strumento, ancora oggi insuperato. Morì giovanissimo, nel 1971.

Il programma
Alle 9 i saluti di Andrea Dettori, capo di gabinetto dell’Assessorato regionale alla Cultura, di Nina Bentzon-Ehlers per gli eredi e del presidente di Iscandula Dante Olianas. Dalle 10, con la moderazione di Eva Garau, gli interventi: dopo Olianas parleranno Anne-Mette Marchen Andersen, curatrice del Museo Nazionale di Danimarca, e il giornalista e fotografo Uliano Lucas.
Nel pomeriggio, dalle 15, la parola passa agli studiosi: Peter Ian Crawford (Università Artica della Norvegia), Antonio Lai (Università Paris 8), l’etnomusicologo Marco Lutzu (Università di Cagliari) e l’antropologo Umberto Cao (Università di Aix-Marseille). Alle 17.30 una tavola rotonda aperta al pubblico.
Per tutta la giornata si potrà visitare la mostra curata da Pietro Frau, con diciassette gigantografie in bianco e nero delle foto scattate da Bentzon tra il 1955 e il 1962 e dieci pannelli in cinque lingue sulla sua vita.
Gran finale alle 20 con “Bell’arrosa, sa primu discoteca de ballu sardu in su mundu”, la serata di ballo sardo ideata da Iscandula nel 1997: a far ballare il pubblico Bruno Camedda alla fisarmonica e Leonardo Palmas alle launeddas.
96 PodcastLe storie della Sardegna da ascoltarePrendas, Bisus de Sardigna, Mettiamociunpunto e tanti altriAscolta




