Cagliari ricorda Andreas Bentzon, il danese delle launeddas: sabato 17 ottobre una giornata a Is Mirrionis

Arrivò in Sardegna a sedici anni, a piedi e quasi senza soldi, e tornato a casa disse alla famiglia di aver trovato «lo scopo della mia vita». A novant’anni dalla nascita, Cagliari ricorda Andreas Fridolin Weis Bentzon, l’antropologo ed etnomusicologo danese autore del primo grande studio sistematico sulle launeddas. Appuntamento sabato 17 ottobre alla Casa del Quartiere di Is Mirrionis, in via Nebida 36, con una giornata di studi, una mostra fotografica e, in serata, musica e balli sardi.
L’iniziativa è dell’associazione culturale Iscandula, diretta da Dante Olianas, che custodisce i diritti sulle opere di Bentzon e collabora con i suoi eredi.

Il convegno: dalla Danimarca alle launeddas
Si comincia alle 9 con i saluti di Andrea Dettori, capo di Gabinetto dell’Assessorato regionale alla Cultura, di Nina Bentzon-Ehlers per gli eredi e di Dante Olianas. Alle 10, con la moderazione di Eva Garau, partono gli interventi: Olianas ripercorre il lavoro di Iscandula per tenere viva l’eredità di Bentzon, Anne-Mette Marchen Andersen, curatrice del Museo Nazionale di Danimarca, parla degli oggetti sardi conservati a Copenaghen, mentre il giornalista e fotografo Uliano Lucas riflette sul racconto visivo della Sardegna.
Alle 15 la sessione pomeridiana con Peter Ian Crawford (Università Artica della Norvegia), Antonio Lai (Università Paris 8), l’etnomusicologo Marco Lutzu (Università di Cagliari) e l’antropologo Umberto Cao (Università di Aix-Marseille). Alle 17.30 una tavola rotonda aperta al pubblico.
La mostra e la serata di ballo sardo
Per tutta la giornata si può visitare la mostra curata da Pietro Frau con le fotografie scattate da Bentzon tra il 1955 e il 1962: diciassette gigantografie in bianco e nero e dieci pannelli in cinque lingue sulla sua vita e il suo lavoro.
Gran finale alle 20 con il ritorno di “Bell’arrosa, sa primu discoteca de ballu sardu in su mundu”, la serata ideata da Iscandula nel 1997: a guidare le danze Bruno Camedda alla fisarmonica e Leonardo Palmas alle launeddas.

Chi era Andreas Bentzon
Nato a Gentofte, vicino a Copenaghen, il 23 maggio 1936, a sedici anni era già musicista jazz nella band del fratello. Nel 1952 girò la Sardegna da solo, lavorando anche come garzone nel Circo Zanfretta. Tornò tra il 1957 e il 1958 con una borsa di studio, attraversando l’Europa in sella a una moto Nimbus con sidecar: in otto mesi tra Cabras, Villaputzu, Ortacesus, Cagliari e Oristano registrò, filmò e fotografò i grandi suonatori dell’epoca, da Efisio Melis ad Antonio Lara, da Dionigi Burranca a Giovanni Lai.
Da quel lavoro nacque The Launeddas. A Sardinian folk music instrument (Copenaghen, 1969), ancora oggi un riferimento per lo studio dello strumento. Dal 1965 si dedicò alla comunità pastorale di Nule, ma morì il 20 dicembre 1971, a soli 35 anni, lasciando centinaia di registrazioni, taccuini e fotografie sulla Sardegna tradizionale.
La giornata è organizzata con il contributo del Ministero della Cultura, della Regione Sardegna, della Presidenza del Consiglio regionale e della Fondazione di Sardegna. Info: www.launeddas.it, [email protected].
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